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Sunday, March 28, 2010

natura

Scoperti i resti di un nuovo ominide
Le ultime tappe dell'evoluzione umanaRiscrivere la storia dell'evoluzione umana. Potrebbe essere questo il risultato della scoperta fatta da una squadra di ricercatori che ha studiato un reperto trovato in una remota grotta dei monti Altai, in Siberia presso il confine con la Mongolia. Secondo Johannes Krause, dell'Istituto Max Planck di Lipsia per l'antropologia evoluzionista, infatti, il pezzo di osso della falange di un dito rinvenuto nel 2008 nella caverna di Denisova, a 6 chilometri dal villaggio di Chernyi Anui, è appartenuto a una specie di ominide diversa sia dai Neandertal sia dai moderni Homo sapiens (ovvero noi). Il reperto è stato datato a 40 mila anni fa, ma in quell'epoca le uniche specie viventi di ominidi conosciuti sono appunto i Neandertal e i Sapiens.



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Fili di polvere gelida nella Via Lattea
Un'immagine di polvere gelida presente nella nostra galassiaNon c'è spettacolo migliore di quello che riesce a fornire la natura. Un esempio è quello catturato da splendide fotografie scattate dal satellite astronomico Planck dell'Esa che ritraggono alcuni gelidi fili di polvere cosmici che attraversano la nostra galassia Via Lattea. Guardando gli scatti la linea scura è il piano della nostra isola stellare. Planck sta completando la prima completa ricognizione del cielo (è arrivato al 98 per cento) dopo essere stato lanciato il 14 maggio 2009. E per compiere la survey e mettere insieme le foto raccoglie le microonde lanciate dagli oggetti celesti, comprese queste polveri distanti dalla Terra 500 anni luce.



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Scoperta una nuova galassia
La nuova galassia SMM J2135-0102 scopera dagli scienziatiIl nome è tutto un programma. Esattamente una serie di lettere e numeri: SMM J2135-0102. È questo il nome che gli astronomi hanno dato a una galassia scoperta solo ora, grazie a un'indagine fatta con il telescopio Apex. Per la prima volta sono state ottenute misurazioni dirette delle dimensioni e della luminosità di regioni di formazione stellare, ma la galassia è talmente distante che quello che si vede ora avveniva 10 miliardi di anni fa. Una "lente gravitazionale" cosmica da un'immagine così ravvicinata che altrimenti sarebbe impossibile da ottenere: un colpo di fortuna che ha rivelato una frenetica formazione stellare nelle galassie dell'universo primordiale, con vivai di stelle che si formano cento volte più velocemente che nelle galassie più vicine.

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Saola un raro mammifero a rischio estinzione
Un raro esemplare di soalaDella sua esistenza non si sapeva nulla fino al 1992. La storia della scoperta della saola, un mammifero del peso di un quintale, porta indietro nel tempo di secoli, quando gli esploratori tornavano dai loro viaggi meravigliando il Vecchio Continente con disegni di animali esotici diventtai in poco tempo delle vere e proprie "star" del mondo animale. Per la saola, però, il destino sembra essere u po' diverso: sconosciuta anche oggi alla maggior parte, incapace di vivere in cattività e assente dagli zoo del mondo, rischia l'estinzione mentre l'interesse per la sua salvaguardia latita. Può sembrare un paradosso ma per la saola la notizia è il fatto non fa notizia e questo impedisce ogni programma di conservazione.

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Essere troppo bio può rendere cattivi
Un esempio di spesa biologicaNon sempre chi è un consumatore attento all'ambiente, ha comportamenti virtuosi in altri ambiti. Secondo un studio pubblicato sulla rivista americana Psychological Science, infatti, quando le persone si sentono moralmente a posto per aver contribuito a salvare il pianeta, magari comprando cibo biologico per i bambini, tendono poi a "sdoganare comportamenti egoistici e moralmente discutibili", noti come "bilanciamento morale" o "etica compensatoria". Nello studio che è stato ripreso dal quotidiano britannico The Guardian, "I prodotti verdi ci rendono persone migliori?" gli psicologi canadesi Nina Mazar e Chen-Bo Zhong sostengono che le persone che hanno "l'aura dei consumatori responsabili"invece imbrogliano e rubano con maggiore frequenza.



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Pericolo estinzione per le farfalle e i piccoli insetti
Farfalle a rischio di estinzioneScatta l'allarme per molte specie europee di farfalle, coleotteri e libellule. A lanciarlo è l'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) che, in un documento commissionato dall'esecutivo comunitario, rileva che l'attività umana e i cambiamenti climatici stanno avendo un forte impatto sugli ecosistemi di questi animali, con una seria minaccia di estinzione per il 9% delle farfalle, l'11% degli scarabei e il 14% delle libellule.

"Quando si parla di specie a rischio
- ha detto Jane Smart, direttore dello Iucn -, la gente tende a pensare a creature più grandi, come il panda o la tigre. Non dobbiamo però dimenticarci che i piccoli animali sono altrettanto importanti per il nostro pianeta e hanno bisogno di urgenti azioni per salvaguardali".

I più recenti studi rivelano che la popolazione di circa un terzo delle 435 specie di farfalle europee è in declino e che 43 sono già in via d'estinzione. In grave pericolo, ad esempio, la Cavolaia di Madera (nella foto), che non si vede più sull'isola portoghese da una ventina di anni, e la Farfalla macedone, minacciata dalle attività che riducono il sua habitat naturale. "Le farfalle - ha ricordato Smart - svolgono un ruolo fondamentale come impollinatori negli ecosistemi in cui vivono".


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Scoperto in Antartide un pinguino tutto nero
L'esemplare di pinguino nero trovato in AntartideUn tempo si diceva "pecora nera". Oggi forse si dovrebbe cambiare il detto, prendendo a esempio un altro animale: il pinguino. Già. Proprio un pinguino tutto nero che è stato trovato sull'isola South Georgia, nell'Antartide, e subito diventato, ovviamente, una celebrità. Se gli appartenenti alla sua specie si fanno notare per l'elegante piumaggio simile ad uno smoking - con il dorso scuro, di colore grigio-blu; la parte frontale bianca; il capo nero -, questo pinguino imperatore è completamente nero. Abita nelle latitudini più meridionali del mondo, sulle coste e l'altopiano centrale dell'Antartide e, a differenza degli altri pinguini imperatori, è monocromatico. Andrew Evans, fotografo della nota rivista "National Geographic" è rimasto senza parole quando ha catturato l'uccello polare nell'obiettivo della sua fotocamera.



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Geli elefanti africani a rischio di estinzione
Un esemplare di elefante africano della TanzaniaUn destino segnato e che nel giro di pochi anni potrebbe trasformarsi in estinzione. È la fine che rischiano di fare gli elefanti africani a causa del bracconaggio per ottenere l'avorio delle loro zanne. Un rischio, quello dell'estinzione di questi pachidermi, che potrebbe verificarsi tra 7 o 8 , chi 15, soprattutto di quelli della Tanzania. Eppure dopo una quindicina d'anni di tregua, in Tanzania si sta chiedendo di rendere di nuovo legale il commercio dell'avorio, anche se in una quantità limitata a 90 tonnellate. La proposta sarà esaminata dal 13 al 15 marzo a Doha, nel Qatar, dal Cites (la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate). Ma c'è chi è pronto a dimostrare che questa proposta sia una farsa, anche in contrasto con la pretesa riattivazione del mercato dell'avorio, in funzione di un incremento delle entrate dello Stato.



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I bonobo esempio di generosità
Un esemplare di bonoboGenerosità e gusto per la convivialità. Sono i sentimenti che animano una particolare specie di scimpanzé: i bonobo. È quanto hanno sperimentato i ricercatori della Duke University in collaborazione con il Lola y Bonobo, centro per bonobo orfani situato nella Repubblica del Congo. Lo studio ha messo bonobo, uno in un stanza ricca di cibo, l'altro in una stanza priva di cibo, che si vedono attraverso una parete trasparente. Il più fortunato invita subito l'altro a condividere le gustose vivande, mosso da un naturale istinto di generosità, ma soprattutto trascinato dal sincero piacere del convivio. La ricerca si è articolato così: un bonobo affamato è stato condotto in una camera con molto cibo a disposizione.



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Di notte salvando i rospi dalle auto
Un rospo di notteIl loro lavoro inizai al calar della notte, armati di torce elettriche, giacche rifrangenti e secchi. Sono i "rospisti", ambientalisti volontari che dai primi di marzo, per trenta/quaranta giorni, pattugliano le strade di molte regioni d'Italia e salvano dalle auto centinaia di migliaia di rospi e rane. Solo in provincia di Treviso, dal 2003 a oggi, i volontari dell'Ente nazionale protezione animali hanno aiutato oltre 170mila anfibi a non finire sotto le ruote di un'auto. Le operazioni di "soccorso" cominciano con la primavera alle porte, quando rospi e ranocchie si risvegliano dal letargo e vanno alla ricerca di specchi d'acqua dove deporre le uova.

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